Playboy: tra vecchie Pin Up a nuove bambolone

Ebbene si. Oggi parleremo della storia di Playboy, delle playmate e del rapporto che hanno instaurato negli anni con la moda ed il pubblico.

“Once a Playmate, alwais a Playmate”, parole saggie quelle del fantastico Hugh Hefner, un uomo che ha portato in alto la rivista più famosa del mondo, che come primo numero della prima copertina scelse Marilyn Monroe nel lontano 1953( pin Up in erba).

Dalla rivista si è evoluta la Playboy Enterprises (PLA) quotata in borsa. La fantastica rivista esce ogni mese, alternandosi da servizi fotografici, moda, interviste e contributi letterari con un taglio molto liberale.


La rivista è un connubio tra moda erotica e pornografia hardcore, paginoni iniziali con pubblicazioni hard, playmate perfette, con curve e alcune anche con cervello.

Playboy diventò famosissimo negli anni 70, quando la pornografia la faceva da padrone su tutti i fronti, Hefner si vide portar via tutto quello che aveva fatto in tanti anni, decidendo così di portare la rivista su un altro piano, dedicandola ad un diverso target, più lussuoso, per uomini di livello sociale diverso.

Nel suo staff Hugh ha avuto intervistatori famosi tra cui Alex Haley, furono intervistati politici come Carter, Fidel Castro, Malcom x, Martin Luther King e Yesser Arafat; musicisti come John Lennon,; sportivi come Cassius Clay; attori come De Niro; fisici del calibro di Stephen Hawking e molti altri ancora.

Il numero più venduto fu quello del 1972 con 7milioni 161mila 561 copie, con Playmate Lena Sjööblom.
La figlia di Hugh Hefner, Christie, è dal 1988 CEO (Chief Executive Officer – amministratore delegato). Nel 2004 si è svolto il 50° anniversario della nascita di Playboy con feste a New York, Las Vegas e tanti altri posti.

Molte le Playmate che hanno fatto parte della grande famiglia di Hugh, tutte, chi più e chi meno, vestite con costumi succinti posti su fisici statuari. Viste al di fuori della Mansion, in serate di gala, feste, sembran tutte persone normali, con abiti normali, vite un pò meno, ma pur sempre belle ragazze con la fortuna di avere corpi perfetti e gustonel vestire.

Lo so, da donna quale sono dovrei dare addosso all’industria dell’hard, ma ora rivolgo la domanda a voi donne: Pensate veramente che le conigliette di Hefner siano peggio delle modelle? Per gradimento, quale delle due differenti donne vorreste essere? Nel ventunesimo secolo, ancora pensate a quanto sia osceno l’hard, e conseguentemente a quanto sia cretino il vostro uomo che vede e legge certe cose? Io se avessi avuto un bel corpo, avrei preferito esser la coniglietta di Hugh, che la bulimica modella senza cervello, e meglio vedere il mio boy che legge e vede le palymate, che vederlo fare il cretino con ragazze in giro o guardare con ammirazione le modelle.

Grazie Hefner per dare colore alla vita degli uomini, grazie anche per dare spazio alle donne, e complimenti per la tua convivenza con tre conigliette: Kendra Wilkinson di 23 anni; Holly Madison di 29 anni; Bridget Marquardt di 35 anni. Avrà anche più di ottantenni, ma ha cervello e stile da vendere.


Benedetta Guerra

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