OX: come continua la storia

Ricordate il $100 laptop, che ora si chiama OX, ed è noto anche come green machine?

Vi rinfresco la memoria: si tratta di uno speciale computer portatile che, in origine, doveva essere venduto al prezzo di 100 dollari ai vari paesi in via di sviluppo. Il progetto è nato dal guru del Web Nicholas Negroponte, nell’ambito dell’iniziativa umanitaria One Laptop Per Child (OLPC) con lo scopo di ridurre il Digital divide.
Per fortuna il progetto, malgrado le difficoltà economiche e progettuali, continua ad andare avanti e si è già arrivati al terzo prototipo (vedi immagine) che di recente è stato sottoposto ad upgrade.


Fino ad ora Negroponte non è riuscito a centrare l’obiettivo di un Pc da vendere a 100 dollari. Il prezzo attualmente si aggira intorno ai 200$. Per poter raggiungere le economie di scala necessarie per abbassare il prezzo, i laptop sono stati distribuiti già a 150 mila bambini statunitensi svantaggiati, nel quadro dell’iniziativa Un Pc acquistato, un Pc offerto. Il nuovo obiettivo sarà dunque il taglio dei prezzi e le previsioni parlano di soli 50$ nel 2011.

Il notebook è molto robusto e non ha fori inutili, così da poter funzionare in ambienti difficili. L’unico foro nei laptop XO è quello per il cavo dell’alimentazione. I progettisti del laptop XO l’hanno reso facilmente smontabile e riparabile. Le porte USB e le antenne per la connessione a internet sono sapientemente protetti nei laptop XO, grazie ad un attento design. Si può utilizzare anche in zone senza elettricità mediante il sistema di ricarica a pannelli solari flessibili da 5W o a manovella, che permette 10 minuti di funzionamento per ogni minuto di ricarica.

Attualmente è prodotto dalla Quanta Computers. Monta un processore AMD Geode da 500MHz, 256 MB di DRAM e come memoria di massa una Flash memory da 1024 MB. Il pezzo forte è lo schermo: un dual mode (può funzionare a colori o in b/n) da 7 pollici TFT LCD, che garantisce una leggibilità alla luce solare di 200 dpi. La connettività ad internet si ha attraverso una rete peer-to-peer che consente di servire, a costi contenuti, uno o più villaggi. Nota di merito va al server di classe per lo storage del lavoro degli studenti. Il sistema operativo scelto è Linux e tutti i programmi forniti con il computer sono open source (chissà come l’avrà presa la Microsoft?).
Molti big dell’informatica, tra i quali Bill Gates, continuano a criticare l’iniziativa sostenendo l’insensatezza di portare tecnologia a chi ha bisogno soprattutto di cibo e medicine. Negroponte ha risposto loro:

E’ nell’istruzione dei popoli la chiave del progresso. Non nello sviluppo tecnologico di per se stesso. In certi paesi cosiddetti in via di sviluppo la tecnologia è presente, ci sono le infrastrutture. Ma possono accedervi solo in pochi, per via di leggi restrittive o dell’ignoranza diffusa. L’istruzione è una soluzione.

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Marianna Lorenzo

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